* Lo ha ribadito a Londra Reinhold Messner il 31.1.2010, presentando il riconoscimento delle Dolomiti a
"patrimonio dell'umanità" da parte dell'Unesco, ricevuto lo scorso 26 giugno.
Dolomiti - Patrimonio dell'umanità
I monti pallidi, un altro appellativo per
indicare le Dolomiti, sono un gruppo montuoso delle Alpi orientali. Prendono il
nome dal naturalista francese Déodat de Dolomieu (1750-1801) che aveva studiato
la particolare composizione di roccia predominante nella regione. L'origine di
questo tipo di roccia carbonatica ebbe inizio circa 250 milioni di anni fa
attraverso l'accumulo di conchiglie, coralli e alghe calcaree, in ambiente
marino con mari caldi e poco profondi e clima tropicale, simile all'attuale
barriera corallina dell'Australia orientale e delle Bahamas. Sul fondo dei mari
si accumularono migliaia di metri di sedimento che si erano trasformati in
roccia. Successivamente con la formazione delle Alpi queste rocce si sono
innalzate per raggiungere ora oltre i 3000m di altitudine, la cima più alta, la
Marmolada raggiunge i 3.343m. Dalla fine di giugno 2009 le Dolomiti sono state
incluse nella lista del patrimonio naturale dell'umanità protetto
dall'UNESCO.

Le vette dolomitiche sono note anche per il loro
tingersi di un rosso ardente durante l'ora del tramonto del sole. Solo in
determinate condizioni climatiche, da fine settembre a metà novembre e normalmente
nel mese di gennaio, oltre che ad un cielo limpidissimo e all'aria
cristallina, le montagne si tingono di un rosso ardente intenso.
Sfogliando
fra le favole e leggende delle Dolomiti si viene a leggere la conosciutissima favola del Re
Laurino, che spiega a modo suo il colorarsi delle vette:
Il giardino delle rose di re Laurino
Nel buon tempo antico in cui nelle
valli alpine vivevano giganti e nani all'interno della montagna, il "Rosengarten", regnava il re dei nani
Laurino. Possedeva tesori inestimabili,
tra i quali il più grande era costituito da un mantello che lo rendeva
invisibile. Il maggior vanto di Laurino era rappresentato da un meraviglioso
giardino davanti alle porte del suo castello, incastonato nella roccia, in cui
tutto l'anno fiorivano innumerevoli rose rosse, recintate con un filo di seta
d'oro. Gli audaci che osavano penetrare nel recinto per cogliere anche una sola
rosa venivano puniti con la perdita della mano sinistra e del piede
destro.
Laurino si era innamorato della bellissima principessa bionda
Simhilde e grazie al suo mantello era riuscito a rapirla. Da quel momento in poi
Simhilde visse nel regno sotterraneo di Laurino, circondata da oro, argento e
pietre preziose, servita e sorvegliata da graziose damigelle e nani cavalieri. I
giorni di Simhilde, però, erano tristi, e sentiva nostalgia del prato di fiori
del proprio paese. Suo fratello Dietlieb era afflitto e in pena per lei e si
mise a cercarla. Si imbattè in Teodorico di Berna, il re dei Goti, ed insieme a
costui e ad altri cavalieri si avviò verso il regno di Laurino. Teodorico si
meravigliò dello splendore del roseto recintato con fili d'oro, ma i suoi
accompagnatori tagliarono il filo e mozzarono le rose. Allora re Laurino,
tremante dall'ira, in sella ad un cavallo bianco, rivendicò mano e piede dello
scellerato. Si accese una battaglia, ad armi impari, dato che Laurino si serviva
del suo mantello invisibile. Strappattogli il mantello e messo alle strette, il
re aveva implorato la grazia, conducendo i vincitori nel suo regno ove Simhilde
fu liberata.
Laurino invitò Teodorico e il suo seguito ad un banchetto. Gli
eroi si stavano divertendo ignari, quando improvvisamente mille nani presero
Teodorico ed il suo seguito, li legarono e li rinchiusero in un sotterraneo.
Teodorico era preso da un tale furore che spezzò le catene e liberò i compagni.
In seguito scassinarono porte e serrature e presero di soppiatto gli ignari nani
di Laurino. E riuscirono anche a far prigioniero il re dei nani, in questo modo
finì la sovranità re Laurino. Il re trasformò in pietra tutto il roseto e
proclamò questo incantesimo: le rose non potranno essere più viste nè di giorno
nè di notte. Da allora soltanto enormi rocce spoglie si innalzano verso il
cielo. Laurino però si era dimenticato del tramonto e infatti solo verso sera
tutta la montagna s'infiamma, salutando il tramonto del sole e ricordando col
suo sfolgorio la leggenda di re Laurino e del suo roseto.
Alcune paesi Dolomiti
Vigo di Fassa
Museo
Ladin a Vigo di Fassa. Espone usi e costumi dei Ladini della Val di Fassa.
Pera di Fassa
Chiesa di S. Lorenzo di Pera di Fassa. Uno degli ultimi
esempi di tipologia costruttiva dell'altare a portelle (in tedesco Flügelaltar)
del tardogotico, risalendo al 1612.
Moena Val Fassa
Antichissima chiesetta di San Volfango (1025) a Moena
Val Fassa con affreschi del XV
secolo. Pregevole soffitto barocco in legno, opera del moenese Giovanni
Guadagnini (17° secolo).
Campanile gotico della chiesa di San Vigilio, al suo
interno si trovano diverse opere del pittore moenese Valentino Rovisi
(23.12.1715 - 12.03.1783) della scuola di Tiepola.
Museo di Collepietra
Espone la vita dei contadini di un tempo con vari
attrezzi ormai caduti in disuso.
La posizione dell'osservatorio è particolarmente
indicata perchè lontano da forte illuminazione. Godrete di una vista unica sul
cielo stellato delle Dolomiti.
Inoltre vi sono altri punti molto belli da visitare, chiedeteci per
ulteriori informazioni.